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Riassumendo....

Anticipato e in costante relazione con la più antica ed omonima pagina Facebook, il blog La Cgil nel novecento vuole contribuire a far emergere un’altra storia della CGIL, che non è soltanto quella dei gruppi dirigenti, dei leader, delle grandi lotte e degli appuntamenti decisivi, dei documenti ufficiali, dei congressi e dei direttivi; ma è anche e soprattutto una storia dal “basso”, fatta di gente comune ed esperienze straordinarie, vissute nei territori e nei luoghi di lavoro. L’idea è di costruire le premesse e di raccogliere le fonti per una sorta di “storia sociale del sindacato” che, in un intreccio di documenti e memorie, possa aiutare a scoprire un mondo sommerso, che opera nell’ombra, lontano dai riflettori dei mass media, in un lavoro quotidiano, individuale e collettivo, fatto di successi e fallimenti, passioni e amarezze, gioie e dolori, che ci riempie di orgoglio e che ha fatto così grande la Cgil. Il blog suggerisce temi e momenti salienti della storia del sin...

La forza delle donne

Celebrazione dell’8 marzo 1945 all’interno del campo di concentramento femminile di Holleischen «Per l’8 marzo non potevamo organizzare una festa perché eravamo ormai troppo deboli e affamate, quindi decidemmo di tenere una conferenza. […] Tra di noi, oltre alle comuniste e alle socialiste, vi erano anche cattoliche ed ebree; vi erano operaie che conoscevano la lotta di classe, ma anche contadine e proprietarie di terre; vi erano impiegate, funzionarie dello Stato. L’incaric o di tenere la conferenza fu dato a me. Dapprima le compagne chiedevano una conferenza solo per noi, cioè se non proprio per le comuniste, riservata almeno alle politiche. Mi opposi risolutamente; se volevamo fare una conferenza per l’8 marzo, questa doveva interessare tutte le deportate, fossero o no politiche. Dovevamo ricordare non solo le comuniste o le resistenti, ma anche le patriote di tutti i secoli, quelle donne che ovunque avevano lottato, in un modo o nell’altro, per il progresso e la libertà...

Perché ci sono delle radici che non si possono sradicare…

100annicgil.it, ha pubblicato dal 2005 al 2007, con aggiornamento settimanale, video sui principali eventi organizzati dall’Associazione Centenario Cgil, raccogliendo e diffondendo contenuti multimediali prodotti dalle strutture categoriali e locali e pubblicando servizi video giornalistici promossi dalla redazione di Rassegna.it (della re dazione del sito web hanno fatto parte Renato D’Agostini, Davide Orecchio, Carlo Ruggiero, Marco Togna). In seguito e fino al 2014 (anno nel quale è stato chiuso), il sito si è trasformato in un archivio digitale di quelle medesime iniziative, della memoria e della storia del sindacato. I video, versati in bassa definizione all’Archivio storico CGIL nazionale, sono da oggi consultabili nella nostra sede di via dei Frentani. Fra i vari filmati ora nuovamente disponibili vi proponiamo il discorso di addio di Luciano Lama alla CGIL pronunciato all’XI Congresso confederale (Roma 28 febbraio - 4 marzo 1986). VIDEO

28 giugno 1960 discorso di Pertini a Genova, piazza della Vittoria, prima dei fatti del 30 giugno

Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali.  Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell'Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori. Nella loro memoria, sospinta dallo spirito dei partigiani e dei patrioti, la folla genovese è scesa nuovamente in piazza per ripetere "no" al fascismo, per democraticamente respingere, come ne ha diritto, la provocazione e l'offesa. Io nego - e tutti voi legittimamente negate - la validità della obiezione secondo la quale il neo...

Roma, 17 febbraio 1977: Lama o non l'ama?

Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn,  Capelli Corti generale ci parlò all'università,  dei fratelli "tute blu" che seppellirono le asce.  Ma non fumammo con lui, non era venuto in pace. Fabrizio De Andrè «Ci sarei andato lo stesso, era necessario far scoppiare il bubbone,  bisognava che si capisse dove stava il pericolo e di che cosa si trattava. E infatti milioni di persone cominciarono a capire». Luciano Lama Il 17 febbraio 1977 Luciano Lama viene contestato all’Università di Roma. Già da subito il clima appare difficile; il leader della Cgil non riesce praticamente a parlare e viene costretto a lasciare in fretta l’ateneo. Raccontiamo gli avvenimenti di quella giornata attraverso i documenti dell’Archivio storico CGIL nazionale passando dalle  lettere di solidarietà di due giovani - in un caso di una giovanissima -  agli irridenti telegrammi, specchio di un’epoca, inviati al “generale Luciano Custe...

Le fonti audiovisive raccontano e scoprono la storia sindacale

L’Archivio storico CGIL nazionale e l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato e con l’Università Roma Tre - Dipartimento di Scienze della Formazione, hanno organizzato il 12 gennaio u.s. un seminario dedicato alla valorizzazione delle fonti cinematografiche inedite sulla storia sindacale. L’incontro, oltre a ribadire l’importanza e l’insostituibilità dei documenti audiovisivi nella narrazione della storia contemporanea, ha affrontato gli aspetti relativi alla conservazione, al trattamento archivistico e all’uso di tali giacimenti documentari.  In particolare ci si è soffermati sulla necessità di costituire una rete attiva tra soggetti e istituzioni culturali che gestiscono patrimoni audiovisivi “speciali”, quali quelli relativi alla storia del lavoro e dei lavoratori, ancora troppo poco valorizzati, al fine di condividere risorse, iniziative, attività di salvaguardia e promozione, politiche e buone pratic...

Vittorio Foa - Lettere della giovinezza

Giovane antifascista proveniente da una famiglia della borghesia ebraica piemontese, Vittorio Foa viene arrestato a Torino il 15 maggio 1935 su delazione dell’informatore dell’Ovra Pitigrilli. Poco dopo l’arresto è trasferito a Roma, nel carcere di Regina Coeli e denunciato al Tribunale Speciale fascista.  Resterà in carcere fino al 23 agosto 1943. Nel 1998 decide di rendere pubbliche dopo sessant’anni le lettere spedite dal carcere ai genitori, unica scrittura che gli era consentita.  "Mentre tutto il mondo cambiava attraverso guerre, stermini e odi razziali, Foa affermava con le sue lettere, settimana dopo settimana, la volontà di dare comunque un senso alla propria vita e di costruire un futuro.  Il carcere consentiva al giovanissimo cospiratore torinese di «Giustizia e Libertà» di approfondire la propria formazione, soprattutto attraverso lo studio con uomini come Riccardo Bauer e Ernesto Rossi.  Fu un esercizio della mente come scelta ra...