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Visualizzazione dei post da giugno, 2020

Lavorare meno, lavorare tutti - di Ilaria Romeo

Se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorare …. Nel primo Congresso dopo la guerra la Fiom conta 47.192 iscritti e 102 sezioni. Meno di un anno dopo, il 20 febbraio 1919, la Federazione firma con la Confederazione degli industriali un accordo per la riduzione di orario a 8 ore giornaliere e 48 settimanali (l’accordo prevede tra l’altro il riconoscimento delle Commissioni interne e la loro istituzione in ogni fabbrica; la nomina di una Commissione per il miglioramento della legislazione sociale e di un’altra per studiare la riforma delle paghe e del carovita). Recita tra l’altro l’accordo: “Con l’approvazione avvenuta del Regolamento unico per tutte le Officine meccaniche, navali e affini, l’orario di lavoro viene ridotto rispettivamente da 55, 60 a 48 settimanali come indicato dall’art. 6 del Regolamento stesso. Per gli stabilimenti siderurgici tale orario viene ridotto da 72 a 48 ore, con l’adozione dei tre turni, come stabilito dall’art. 6 del Regolamento unico per gli

LA CAPITANA CONTRO IL CAPITANO - di Ilaria Romeo

Il 12 giugno 2019 la nave Sea-Watch raccoglie 53 migranti nel Mediterraneo al largo della costa libica, dirigendosi verso Lampedusa dopo aver respinto un’offerta di attracco a Tripoli, considerata non sicura dall’UE e dalle organizzazioni umanitarie.  Il 14 giugno, l’Italia chiude i suoi porti alle navi di salvataggio dei migranti. Solo dieci migranti, compresi bambini, donne in gravidanza e malati, sono autorizzati a sbarcare. La situazione sulla Sea-Watch diventa sempre più difficile ed il 29 giugno, di fatto senza autorizzazione, la capitana Carola decide di attraccare. La Rackete sarà arresta subito dopo l’ormeggio con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e resistenza a pubblico ufficiale. Trascorrerà quattro giorni agli arresti domiciliari, ma sarà rilasciata dopo una sentenza del tribunale che dichiarava non avesse infranto alcuna legge e che avesse agito per proteggere la sicurezza dei passeggeri, sentenza confermata in tutti i gradi di giudizio

“L’equilibrio ecologico è una questione ineludibile”, la priorità ambientale nel pensiero di Bruno Trentin – Ilaria Romeo

Nel febbraio del 2000, non molto tempo dopo i fatti di Seattle e il fallimento del vertice del Wto, gli Editori Riuniti davano alle stampe il volume Processo alla crescita. Ambiente, occupazione, giustizia sociale nel mondo neoliberista, a cura di Carla Ravaioli e Bruno Trentin. Scriveva la giornalista e politica nella nota a cura dell’autore: “Nei numerosissimi pubblici incontri, dibattiti, seminari, convegni, che scandiscono la vita della politica, di destra come di sinistra, moderata o estrema, è molto raro ascoltare qualcuno che, senza esservi in alcun modo sollecitato, dichiari la propria preoccupazione per l’ambiente e sollevi qualche dubbio sulla positività assoluta della crescita produttiva, così come da tutti viene celebrata e invocata a soluzione di ogni nostro male. Se questo accade, per una come me, che da anni del problema ambiente e della critica all’ideologia della crescita ha fatto oggetto centrale della propria riflessione, il desiderio di confrontarsi e discutere

Quella linea che i marinai chiamano del “bagnasciuga” - di Ilaria Romeo

Il ‘discorso del bagnasciuga’, l’ultimo discorso di Benito Mussolini a palazzo Venezia (ultima riunione del Direttorio del Partito) prima che il regime crolli, è pronunciato da Benito Mussolini al Direttorio del Partito nazionale fascista il 24 giugno 1943, ma viene co­municato alla stampa e all’Eiar soltanto il 5 luglio, pochi giorni prima dello sbarco alleato in Sicilia.  È la prima volta, nella storia del fascismo, che viene reso pubblico un discorso fatto ad uso interno; e viene reso pubblico non subito, ma dopo dodici giorni.  Molti lo ricordano, riferendosi all’uso sbagliato dell’immagine del bagnasciuga, come un discorso ridicolo, in realtà è un discorso drammatico, che tratteggia il ritratto di un Mussolini più o meno consapevolmente totalmente sconnesso dalla realtà. “Il mio intervento - afferma il duce - a questa riunione è dovuto al fatto ch’io voglio riferire al Direttorio sull’indirizzo che mi è stato rimesso dal segretario del Partito, e che io ho ritenuto di

Un compleanno Manifesto - di Ilaria Romeo

L’XI Congresso del Pci (febbraio 1966) finisce amaramente per la sinistra ingraiana: Luigi Pintor e Rossana Rossanda restano membri del Cc ma vengono ambedue sollevati dalle loro precedenti funzioni, Luciana Castellina e Filippo Maone vengono allontanati da Botteghe Oscure, Lucio Magri rimosso dalla Commissione di massa. Il  23 giugno 1969 viene dato alle stampe dalla Dedalo editore in 75.000 copie il primo numero della rivista Il Manifesto , all’inizio rivista politica mensile diretta da Lucio Magri e da Rossana Rossanda. Alla sua redazione partecipano Luigi Pintor, Aldo Natoli, Valentino Parlato, Luciana Castellina, Lidia Menapace e Ninetta Zandegiacomi. La veste grafica è curata da Giuseppe Trevisani. L’editoriale  del  primo numero - non firmato - dal titolo “Per un lavoro collettivo” rappresenta  la  linea programmatica della rivista e del gruppo stesso (con la trasformazione in quotidiano avvenuta il 28 aprile 1971, Il Manifesto si costituisce anche come struttura p

Contro tutto questo continueremo a lottare - di Ilaria Romeo

Il 23 giugno 1946 viene firmato a Roma il protocollo italo-belga per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio.  Le pattuizioni tra i due governi erano dettagliate e minuziose in merito al reclutamento e allo spostamento dei lavoratori, ma nulla fu mai scritto relativamente ai loro diritti, alla loro salute e sicurezza. E infatti in miniera i morti saranno migliaia. A causa di un errore umano, l’8 agosto 1956 il Belgio viene scosso da una tragedia senza precedenti.  Un incendio, scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile di Bois du Cazier, causa la morte di 262 persone di dodici diverse nazionalità: 136 sono i minatori italiani (tra il 1946 e il 1956 più di 140mila italiani emigreranno in Belgio; l’accordo fra le due nazioni prevedeva l’esportazione da parte dell’Italia di 2mila uomini a settimana in cambio di 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore). Una sola parola: inferno , scriverà Gianluigi Bragantin sulle pagine di

Il sorriso di Enrico la notte del 21 giugno - di Ilaria Romeo

Le elezioni politiche del 1976 per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano - le prime elezioni politiche con il voto ai diciottenni - si tengono domenica 20 e lunedì 21 giugno. A conclusione di una giornata impegnativa, nella notte del 21 un emozionato Enrico Berlinguer si affaccia al balcone delle Botteghe oscure affermando: “Compagne e compagni penso che voi conosciate già le indicazioni che sono venute dai primi risultati. In termini strettamente numerici, noi passiamo dal rappresentare, nel 1972, poco più di un quarto dell’elettorato a rappresentare stabilmente, con radici profonde, un terzo dell’elettorato. Un italiano su tre vota comunista!”. Effettivamente il Pci ha raggiunto il 34,4% delle preferenze, ottenendo 228 seggi alla Camera (262 saranno quelli della Dc). Il clima in cui si sono tenute le elezioni è stato teso.  In tanti avevano temuto il sorpasso elettorale dei comunisti in virtù dell’accorta strategia di Berlinguer tendente a proporre il Pci s

MARIA MADDALENA ROSSI. INTERPELLANZA SULLE 'MAROCCHINATE'

“La nostra interpellanza si riferisce ad uno dei drammi più angosciosi, quello delle donne che subirono le violenze delle truppe marocchine della V armata, nel periodo tra l’aprile e il giugno del 1944, dopo la rottura del fronte del Garigliano, quando queste irruppero nella zona del cassinate. Non so se sia vero quello che si dice delle truppe marocchine, cioè che il contratto d’ingaggio di questi mercenari non escluda o addirittura lo consenta il diritto al saccheggio ed alla violenza ( ndr reciterebbe un comunicato del quale è stata spesso messa in dubbio l’autenticità attribuito al generale Alphonse  Juin: “Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto è promesso e mantengo. Per cinquanta ore sar

Buon compleanno FIOM - di Ilaria Romeo

Il 16 giugno 1901, a Livorno, ha inizio il Congresso costitutivo della Fiom. “Alle ore 9 e mezzo di stamani, dalla sede della Camera del lavoro, preceduti dalla bandiera sociale, si partirono i delegati delle varie sedi venuti a Livorno per prender parte al primo Congresso nazionale degli operai metallurgici” si legge su «Gazzetta livornese» del giorno. Giunti da ogni parte d’Italia, i delegati presenti nella sede della Fratellanza artigiana della città toscana, rappresentano 40 sezioni (altre 18 avevano inviato la propria adesione) e più di 18mila iscritti. A tenere la relazione morale e finanziaria del «Comitato centrale di Propaganda» è chiamato l’operaio Aristide Becucci, mentre il primo segretario eletto è Ernesto Verzi, 29 anni, nato a Firenze, ma residente a Roma dove svolge l’attività di incisore di metalli (dimissionario sarà sostituito nove anni dopo da Bruno Buozzi). Recita il primo articolo dello Statuto: “Con deliberato del I Congresso nazionale tenutosi a