Post

Visualizzazione dei post da Marzo, 2016

Pillole di storia sullo Statuto dei lavoratori

di Ilaria Romeo responsabile Archivio storico CGIL nazionale

Dalle parole di Giuseppe Di Vittorio al Congresso del Sindacato dei chimici dell’ottobre 1952 alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dellaLegge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e delle attività sindacali nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento) le “Pillole di storia” raccontano le tappe fondamentali di avvicinamento al primo Statuto attraverso documenti e materiali d’Archivio spesso inediti.
“Un tuffo nella memoria - dirà Bruno Ugolini - che serve a capire meglio i cambiamenti di oggi e il valore della nuova Carta dei diritti universali del lavoro. Un approdo necessario, più che mai urgente, e che dovrebbe, potrebbe, essere condiviso dalle altre organizzazioni sindacali e da quelle forze politiche che dichiarano di voler sostenere, rinnovandoli, i diritti di un mondo del lavoro oggi assai frammentato, ma non per questo da condannare a nuove, as…

PILLOLE DI STORIA SULLO STATUTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI

E’ importante, proprio nei giorni in cui si svolgono le consultazioni per la nuova Carta dei diritti universali del lavoro, riscoprire le motivazioni profonde e ripercorrere le tappe che hanno portato alla nascita dello Statuto del 1970. E’ quello che abbiamo cercato di fare con le nostre Pillole di storia che vi proponiamo a seguire e che hanno avuto in Bruno Ugolini un padrino d’eccezione.
Un tuffo nel passato per capire il valore della nuova Carta, di Bruno Ugolini
Le origini
Gli anni Cinquanta
Gli anni Sessanta
Il Sessantotto
Lo Statuto diventa legge
Anche su
http://fad.cgil.it/moodle/login/index.php e su www.rassegna.it

Lo Statuto diventa legge

Il 14 maggio 1970 la Camera dei deputati, con 217 voti favorevoli, 10 contrari e 125 astenuti, approva definitivamente la legge nel testo del Senato dopo che, su richiesta del ministro Donat Cattin tutti gli emendamenti (tranne quelli del Pli) sono stati ritirati.
Il 20 maggio il testo è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e la Legge 20 maggio 1970, n. 300 - Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e delle attività sindacali nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento - entra in vigore.
Affermerà di Luciano Lama, Segretario generale della CGIL: “Lo Statuto dei diritti è frutto della politica unitaria e delle lotte sindacali: lo strumento non poteva che essere una legge, ma la matrice che l’ha prodotta e la forza che l’ha voluta è rappresentata dal movimento dei lavoratori e dalla sua azione organizzata” (LEGGI TUTTO).

I ricordi di Antonio Pizzinato: dai reparti di confino allo Statuto
IL VIDEO
Ilaria Romeo responsabile Archivio storico CGIL nazion…

Luciano Lama sullo Statuto

[...] Il diritto sindacale è una dottrina in divenire, che procede con l’evoluzione della società e con la conquista che i lavoratori realizzano ogni giorno nel loro faticoso cammino verso il progresso. [...] Anche in questo campo, dunque, noi possiamo facilmente valutare i frutti benefici della esperienza unitaria che è iniziata prima delle lotte di autunno, ha trovato in quelle lotte momento di grandissima tensione e di unità e si prolunga ancora oggi, pur fra difficoltà ed ostacoli, essenzialmente per un impegno dei lavoratori che nasce sul luogo di lavoro. Lo Statuto dei diritti è anch’esso frutto della politica unitaria e delle lotte sindacali: lo strumento non poteva che essere una legge, ma la matrice che l’ha prodotta e la forza che l’ha voluta è rappresentata dal movimento dei lavoratori e dalla sua azione organizzata. Anche soltanto qualche anno fa, nelle condizioni di divisione che allora esistevano fra i sindacati e fra i lavoratori, lo Statuto non avrebbe potuto essere, …

Intervento del ministro del lavoro Donat Cattin nella discussione alla Camera dei deputati, 14 maggio 1970

Su questa legge si fondano non da oggi, ma da parecchi anni, speranze e timori. […] Il provvedimento in questione riconosce il sindacato in fabbrica; riconosce il diritto a tenere l’assemblea nei luoghi di lavoro e ad avere propri delegati; stabilisce una determinata procedura nell’esercizio dei diritti sindacali; afferma tutta una serie di diritti e divieti a garanzia delle libertà dei lavoratori, tra i quali è importante, sopra tutti gli altri, il divieto della monetizzazione del licenziamento che la legge n. 604 ammetteva sempre, con la sola eccezione costituita dal licenziamento intimato con violazione dell’articolo 4 di tale legge. Stabilisce infine, in materia di collocamento, un diritto e non un ordinamento, cioè il diritto che il collocamento nella misura esecutiva, non soltanto quindi come consultazione ma in termini esecutivi e di disposizione, sia esercitato nell’ambito della funzione pubblica e statuale, ma da rappresentanze che sono in maggioranza dei lavoratori, cioè di…