lunedì 15 dicembre 2014

Buon anno a tutti voi, fratelli lavoratori d’Italia!

Pubblichiamo un articolo di Giuseppe Di Vittorio, apparso su «l'Unità» del 30 dicembre 1950, con il quale il Segretario della CGIL augurava buon anno a tutti i lavoratori italiani.

"Alla soglia del nuovo anno, la Segreteria della CGIL, invia a voi tutti, compagni ed amici lavoratori d’Italia, il suo saluto augurale e fraterno.
Nell’anno decorso, in una situazione economica praticamente stagnante ed in una situazione generale aggravata, la vostra grande Confederazione unitaria, forte dei suoi cinque milioni di iscritti, si è battuta strenuamente, per difendere e migliorare le vostre condizioni di vita economiche e morali, per difendere il vostro lavoro, per combattere la piaga della disoccupazione, per esercitare la sua funzione di stimolo attivo allo sviluppo economico ed al progresso sociale dell’Italia, per conquistare la maggiore tranquillità possibile per le vostre famiglie.
Pur avendo la coscienza di aver compiuto con tenacia ed ardore il proprio dovere, e di aver conseguito notevoli successi, la CGIL è consapevole di essere riuscita soltanto in minima parte a realizzare le vostre giuste speranze e le vostre legittime rivendicazioni.
Alla chiusura dell’annata ci si può chiedere: poteva la CGIL fare di più? Non lo escludiamo. Perché la CGIL possa difendere con crescente efficacia il pane ed i diritti di tutta la gente onesta italiana, che vive del proprio lavoro, essa ha bisogno del vostro aiuto e dei vostri consigli, compagni e fratelli lavoratori d’Italia!
Venite tutti nella CGIL, aiutatela a divenire sempre più numerosa, più forte, più efficiente e la vostra grande organizzazione unitaria potrà realizzare i vostri obiettivi fondamentali di giustizia sociale, di benessere economico e culturale, di risanamento e di sviluppo industriale ed agricolo dell’Italia, di libertà e di pace!
Purtroppo l’orizzonte dell’anno che sorge è offuscato dalle minacce di guerra che si moltiplicano e si aggravano sul mondo. Nemmeno durante la tradizionale tregua natalizia ha voluto tacere la triste propaganda di odio e di guerra. Ma i popoli, tutti i popoli, vogliono la pace; ed i lavoratori sono dovunque all’avanguardia delle forze di pace.
Di fronte a coloro che vogliono ad ogni costo dividere il mondo in due blocchi nemici, per portarli a massacrarsi a vicenda – e che sulla stessa base vorrebbero dividere gli italiani – noi riaffermiamo l’esigenza suprema dell’unità del popolo italiano, della solidarietà internazionale dei lavoratori e della pace del mondo, nell’indipendenza di tutti i popoli, nella libera convivenza di tutte le razze e di tutti i sistemi sociali e politici, in pacifica ed amichevole emulazione fra di loro, affinché l’intera umanità sia libera, prospera e felice.
Nell’anno che nasce la CGIL si propone di affrontare ed avviare a soluzione i problemi che maggiormente angosciano il popolo lavoratore.
Vogliamo assestare un colpo serio alla disoccupazione permanente ed alla miseria endemica di cui soffrono milioni di famiglie italiane, assorbendo i disoccupati in lavori produttivi che permettano di sviluppare l’economia, di aumentare la ricchezza nazionale, di elevare il livello di vita del popolo, nella linea del Piano del Lavoro proposto dalla CGIL. Il che esige un aumento notevole degli investimenti produttivi, riducendo quelli che non lo sono.
Vogliamo adeguare sempre più i salari e gli stipendi dei lavoratori alle esigenze di una vita degna e civile; intensificare la lotta contro l’aumento dei prezzi e garantire un retto funzionamento della scala mobile.
Vogliamo che sia finalmente realizzata la riforma della previdenza sociale, per migliorare l’assistenza e le prestazioni ai lavoratori ammalati e infortunati, e soprattutto per porre un termine alla grande intollerabile miseria dei pensionati e di garantire ai vecchi lavoratori ed alle vecchie lavoratrici, una vita degna del dovere sociale compiuto.
Vogliamo liberare i giovani italiani dalla sfiducia e dalla scetticismo, determinati specialmente dalla quasi impossibilità di sistemazioni che utilizzino le loro fresche energie fisiche ed intellettuali. Vogliamo aprire alla gioventù italiana una prospettiva di lavoro e di sviluppo che ridesti in essa la fiducia e l’entusiasmo e le faccia sentire la gioia di vivere una vita operosa ed onesta.
Uniamoci tutti, amici e compagni di lavoro, ed operiamo uniti nel 1951, per la concordia fra gli italiani, per il benessere del popolo, per lo sviluppo delle libertà democratiche, per preservare all’Italia ed al mondo il bene supremo dell’uomo: la pace.
Buon anno a tutti voi, fratelli lavoratori d’Italia!"

mercoledì 3 dicembre 2014

Contratto Itala-Fiom

3 dicembre 1906: viene firmato ufficialmente a Torino il contratto collettivo tra la Società automobilistica Itala e la FIOM. 
Si tratta di uno dei primi significativi esempi di accordo collettivo in Italia. 
Esso sancisce il riconoscimento delle Commissioni interne, dei minimi salariali, delle 10 ore giornaliere (su 6 giorni settimanali), della clausola del “closed shop” per l’assunzione dei lavoratori iscritti al sindacato, il quale funge da ufficio di collocamento.

martedì 2 dicembre 2014

Nives Gessi


Riceviamo e volentieri pubblichiamo gli atti del convegno 'Nives Gessi dirigente sindacale', Ferrara, 17 ottobre 1995, a cura di Valentina Vecchiattini, Coordinamento donne Spi Cgil Ferrara

Visualizza l'allegato digitale

mercoledì 26 novembre 2014

Lettere scarlatte. Gaetano Salvemini a Giuseppe Di Vittorio



“Il 2 novembre [1955] eravamo a Roma. Dopo essere andati a deporre dei fiori sulla tomba della mamma di Peppino e su quella di Bruno Buozzi, passammo dalla Cgil per prendere la posta ed i giornali. Erano circa le due del pomeriggio e stavamo uscendo quando trillò il telefono. Era Ernesto Rossi che cercava Peppino: «Sono qui all’Arar. Possiamo incontrarci un momento?» L’Arar aveva sede sopra gli uffici della Cgil. Ci incontrammo con Rossi, che aveva un’aria assai nervosa, sul pianerottolo. «Non sai niente?» chiese a Peppino stringendogli affettuosamente la mano. E lo informò che Firenze era stata tappezzata, durante la notte, di vergognosi manifesti, editi da una ben nota organizzazione di provocatori, con i quali si accusava Di Vittorio di essere stato il mandante dell’assassinio di Carlo e Nello Rosselli! Della vasta riprovazione suscitata dal volgare attacco a Di Vittorio, si fece nobile interprete anche Gaetano Salvemini con una lettera sul «Mondo». Salvemini, dopo aver ricordato le responsabilità dei cagoulards francesi e dei fascisti italiani nell’assassinio dei Rosselli, concludeva: «Quel giornale murale è stato affisso dopo aver ottenuto il visto del signor questore di Firenze. Io presento ora al signor questore la seguente rispettosa domanda: se dei comunisti gli chiedessero il visto per un giornale murale in cui fosse affermato che Cesare battisti fu impiccato da un boia che si chiamava Alcide De Gasperi… il sullodato signor questore darebbe l’autorizzazione? Ebbene, il comunista Di Vittorio non ha diritto di essere rispettato nel suo onore non meno di De Gasperi buonanima…?». La indignazione pressoché generale per tale nuovo esempio di malcostume politico, costrinse il ministro degli interni ad intervenire facendo sequestrare il manifesto. Di Vittorio ringraziò Salvemini per il suo pungente intervento e ne seguì tra i due uomini un affettuoso scambio di lettere. Il vecchio storico così rispose a Peppino: «Carissimo Di Vittorio, sono assai contento di apprendere dalla tua lettera che tu attendevi la mia sfuriata. Questo vuol dire che mi ritieni ancora vivo, sebbene io mi senta ormai più che quasi morto. Per scrivere bisogna che io sia preso da un eccesso epilettico, e questo ormai succede più raramente che ‘quando era paggio del Duca di Norfolk’. Ma quella bricconata fiorentina mi avrebbe dato un attacco epilettico coi fiocchi anche se fossi stato morto e sotterrato. Tu dovevi disprezzare quelle sudicerie. Eravamo noi che dovevamo farci vivi. Ma siamo stati pochi a farci vivi! Ormai in Italia nessuno più si sdegna di niente. Tutto passa liscio come una lettera alla posta. Questo è il fenomeno che più mi sgomenta oggi. Sì, il governo, quando vuole, può arginare il malcostume. Ma chi si muove per svegliarlo quando dorma? Voi vi muovete, ma vi muovete sempre, e nessuno bada a voi. Siamo noi che ci dobbiamo muovere, al momento opportuno. Ma noi ci guardiamo l’ombelico. Di quante cose mi piacerebbe parlare con te a cuore aperto! Ma i miei 82 anni mi incatenano qui: ad allontanarmene farei dei guai. Mille buoni saluti, e ti prego, non darmi del «Lei». Non ho ancora fatto nessuna cattiva azione (a parte la mia “ideologia”)»”.

Da Anita Di Vittorio, La mia vita con Di Vittorio, Vallecchi editore, Firenze 1965, pp. 252-253.




La Resistenza in convento



Renitente alla leva fascista repubblichina, ricercato dalla polizia nazista e condannato a morte, alla macchia nella zona Orte-Terni-Roma, Manfredo Marconi, segretario nazionale Cgil per la Corrente repubblicano mazziniana dal 1952 al 1965 si rifugia in convento (Aracoeli) dal 24 ottobre 1943 al 17 gennaio 1944.
Membro del CVL IV zona di Roma e del CLN Trastevere-Monteverde, tiene dal 5 gennaio 1943 al 24 dicembre 1944 un diario giornaliero degli avvenimenti di cui segue trascrizione parziale.


1944

[…]

7 febbraio
In alcuni quartieri periferici di Roma i tedeschi requisiscono le biciclette e perquisiscono le case. Arresti di ufficiali e patristi presso l’Abbazia di S. Paolo. Protesta del Vaticano

10 febbraio
I giornali scrivono che cittadini girano per Roma sotto vesti religiose (!)

12 febbraio
Gemma si sposa con Raul

15 febbraio
Tre ondate di spezzoni sul nostro palazzo. Niente vittime. Danni non rilevanti. La C.A. [Contro aerea] fa più danni degli aerei

17 febbraio
Si vive in cantina da tre giorni. Non si dorme: allarmi continui e bombe a mitraglia. Tutti febbricitanti

21 febbraio
Ancora in cantina. Qui mitragliano i treni, la stazione e bombardano la Siderurgica. Andiamo da zia

[…]

7 marzo
Bombardate Trastevere, Portuense, Monteverde, Testaccio, Ostiense. Tutte le case presso la Stazione colpite. Il nostro palazzo è in parte distrutto. Lesioni agli appartamenti non colpiti. Nessuna vittima. Né gas, né acqua. Casa è danneggiata. Al Nord il 1° marzo alle ore 10 per 4 giorni sciopero degli operai (comunicato Ministero Interni fascista). Attacco in via Tomacelli contro un corteo fascista. A Roma 10 persone fucilate. Il Comando tedesco vieta alla caccia di entrare in azione nel cielo di Roma contro gli aerei nemici in volo, anche se bombardano (!!!)

12 marzo
Discorso del papa ai romani. […] Durante la manifestazione in Piazza San Pietro - reca il Messaggero - un prete, don Pecoraro, ha lanciato grida sediziose sventolando una bandiera rossa. Arrestato dai gendarmi pontifici è stato poi rilasciato

 […]

25 marzo
La razione di pane a Roma è portata a 100 grammi. Continua l’eruzione del Vesuvio che ha investito molti villaggi. Rappresaglia a Roma dopo i fatti di Via Rasella

[…]

3 aprile
Grande innovazione davvero: è ripristinata l’ora legale! Intanto il Comando tedesco dispone il divieto di transito di automezzi civili attraverso i posti di blocco delle vie Aurelia, Cassia, Salaria, Tiburtina, Casilina, Tuscolana ed Appia. Potranno usufruire delle altre statali. Possono essere introdotti liberamente a Roma: Kg 20 di patate; 10 di legumi; 5 polli e conigli; 3 di pomodori e marmellate; 2 di formaggi; 2 di grassi maiale; 2 di salumi e 1 di olio; più 50 uova. Si combatte nel biellese tra fascisti e partigiani. 27 partigiani fucilati a Torino

[…]
14 aprile
La razione del pane aumentata di 50 grammi in tutta Italia, meno che a Roma! Una bomba nella Cappella Sistina. Gli accessi al Vaticano sorvegliatissimi. Iniziato il processo a Scorza. Richiamo delle classi 1919, 19, 20 e 21. Si ripristina il servizio telegrafico meno che a Roma. Ancora bombe su Orvieto.

17 aprile
Giovanni Gentile, presidente dell’Accademia d’Italia, colpito a morte da quattro patrioti a Firenze

[…]

20 aprile
[…] Roma III trasmette che incidenti si sono avuti al Quartiere Trionfale dove il popolo ha assaltato i forni

[…]

24 aprile
Stamane Alfredo ha sposato Giulia. Spezzoni incendiari alla villa pontificia a Castel Gandolfo. Incontro di Hitler e Mussolini al Quartier generale tedesco. Laval ammonisce i francesi a non cooperare con gli alleati (!) Domani scade il termine per il condono agli sbandati

29 aprile
Divieto ai militari di svolgere attività politiche. Ancora bombe su Orvieto. Sulla periferia romana la solita quotidiana sinfonia di spezzoni e mitraglia

1 maggio
Creazione a Bari di un corpo consultivo che terrà il posto delle camere. Richiamo alle armi delle classi dal 1914 al 1918. In diversi quartieri le donne assaltano i forni. Scioperi in tutte le città del nord. In parte anche a Roma

[…]

30 maggio
L’industriale Coppola condannato a morte per sottrazione di 35 quintali di zucchero. La sentenza sarà eseguita domani. A M. Marrone i tedeschi si scontrano con le prime truppe italiane del C. L. Il gen. Clark ha affermato: non passeranno molti giorni prima che noi saremo a Roma

31 maggio
Ostiense e Trastevere violentemente mitragliate stamane alle prime ore. Gli anglo americani entrano a Frosinone, Arpino, Ceccano e Ardea. Corre voce che i tedeschi evacuando Roma lasceranno 25.000 feriti intrasportabili e che gli anglo americani avrebbe condizionato il rispetto delle norme internazionali al rispetto tedesco dell’incolumità della cittadinanza romana. […]

1 giugno
Corre voce che a Roma si è costituito un partito detto delle “camicie verdi” con a capo Lo Gatto. Sarebbe una provocazione estrema ai fascisti

2 giugno
Il papa parla alla radio invocando la salvezza ed il rispetto di Roma. Gli alleati a Valmontone. I tedeschi apprestano difese al Quadraro ed alla Magliana. Sul Monte Testaccio ed al Gianicolo vengono piazzate batterie contraeree

[…]




martedì 25 novembre 2014

Il laureato


di Ilaria Romeo
responsabile Archivio storico CGIL nazionale


Bruno Trentin è stato il segretario “intellettuale” della Cgil, Guglielmo Epifani ha diretto l’Esi, ma probabilmente in pochi sapranno che anche Luciano Lama era dottore in Scienze politiche!

Lama si iscrive alla Cesare Alfieri di Firenze nel 1939 e da disertore, perché ufficiale che non rispose alla chiamata della Repubblica di Salò, discute la tesi di laurea (‘Case coloniche della mezzadria classica in Romagna’) nel 1943 con il nome di battaglia Boris Alberti (la laurea gli sarà consegnata anni dopo dal Rettore di Firenze Piero Calamandrei). 

L’Archivio storico dell’Università degli studi di Firenze conserva il fascicolo studente di Luciano Lama con  iscrizioni, verbali di esame, diploma di maturità scientifica, verbale dell’esame di laurea; il nome di Lama è presente inoltre nel Registro delle carriere degli studenti, dove è riassunta in sintesi la sua carriera. 

Sia il fascicolo che il Registro della carriera sono disponibili per la consultazione, mentre la tesi di laurea sembrerebbe essere andata dispersa.

La «Cesare Alfieri», fondata nel 1875 col nome «Scuola di Scienze Sociali», è la più antica Scuola di Scienze Politiche e Sociali d’Italia. Fin dalla sua istituzione ha dato un contributo di grande rilievo alla formazione delle classi dirigenti del Paese in tanti e diversi campi. Tra i laureati illustri Carlo Rosselli, Sandro Pertini, Indro Montanelli, Giovanni Sartori, Luciano Lama solo per citare alcuni nomi.


Nelle foto che seguono l'incontro in Università fra gli ex studenti del dicembre 1977.










martedì 18 novembre 2014

Il fantastico mondo degli archivi



Formatosi a partire dagli anni immediatamente successivi alla ricostituzione della Cgil unitaria, l’Archivio storico della Confederazione generale italiana del lavoro raccoglie materiali dal 1944 la cui consistenza ammonta a circa 9.000 buste per 950 metri lineari.

Organizzato in sei serie principali, a loro volta suddivise in ulteriori partizioni (Congressi confederali, Verbali degli organi statutari, Atti e corrispondenza della Segreteria generale, Circolari, Uffici confederali, Convegni, conferenze, seminari), l’Archivio confederale è arricchito dai fondi personali dei segretari generali e generali aggiunti della struttura fino alla Segreteria Trentin

Completano il corpus documentario piccoli fondi di federazioni e sindacati di categoria, anche fascisti.

Sono disponibili in file digitalizzato allegato alla scheda documento tutti i verbali degli organi statutari (1944-1986) e tutte le circolari (1944-1986).

L’Archivio ospita al proprio interno una importante sezione fotografica.

La struttura del materiale conferma le caratteristiche tipiche degli archivi sindacali che sono da una parte quella di riflettere l’articolazione interna delle strutture, la loro evoluzione e le articolazioni delle attività, dall’altra quella di attestare il bisogno di documentazione dei funzionari nello svolgimento del proprio lavoro.

Il materiale conservato comprende in particolare i verbali delle riunioni, i documenti di base preparati per la discussione dei punti all’ordine del giorno delle stesse, le relazioni, gli studi, le ricerche e i documenti elaborati dalla struttura su tematiche specifiche, i testi degli accordi interconfederali e i contratti collettivi nazionali di lavoro, le proposte e gli interventi in sede di formazione delle leggi, i censimenti e le statistiche dei quadri dell’organizzazione, le circolari, gli appunti informativi, la documentazione relativa alle cariche sociali  e ancora corrispondenza, note, comunicati stampa, comunicazioni, promemoria e resoconti vari.

Non è difficile trovare all’interno dell’Archivio materiale non strettamente sindacale: siano pubblicazioni o ritagli di esse, documenti di partiti o materiale relativo a campagne di solidarietà o eventi di particolare gravità.





Il 29 gennaio 1952 Ernesto Alberti, colono dell’Appennino bolognese, scrive a Di Vittorio per sottoporgli il progetto di un apparecchio agricolo da lui ideato. Dopo aver invitato la Confederterra a valutare anche tecnicamente la macchina, Di Vittorio risponde all’Alberti sottolineando i pregi dell’apparecchio e consigliandogli di rivolgersi al Consiglio di gestione di qualche fabbrica emiliana per il suo possibile sfruttamento e la sua realizzazione.








Il 13 maggio 1952 Galdino Recchia, maestro di musica di Montemesola (Taranto) invia a Di Vittorio lo spartito di una marcia trionfale a lui dedicata, mentre il fascicolo 170 della Serie Atti e corrispondenza 1950 custodisce al proprio interno lo spartito ed il testo presumibilmente inediti della canzone Viene il primo maggio del poeta tarantino Nicola Detimo.






Se numerose risultano essere le lettere indirizzate al “papà Di Vittorio” da parte dei bambini, nel 1951 al segretario scrive anche “un prelato che si rivolge ad uno degli esponenti più qualificati del Partito Comunista per ottenere che sia scongiurata l’attuazione di una legge iniqua promossa dalla DC”.




Il fondo personale di Ottaviano Del Turco conserva articoli, interviste, interventi, appunti, dichiarazioni, discorsi, contributi per libri e corrispondenza. All’interno dei fascicoli però troviamo anche bozzetti, schizzi, disegni, vignette umoristiche originali dello stesso Del Turco.








Il fondo personale di Manfredo Marconi, conserva 26 pagine di poesie mss. e datts., anche in romanesco, composte a partire dal 1939, mentre il Fondo Bruno Trentin custodisce la riproduzione di un decreto del Comitato esecutivo della Repubblica romana del 12 febbraio 1849 donato nel 1992 al segretario confederale da Bettino Craxi, collezionista di cimeli garibaldini et similia.






Se nel 1976 l’Accademia scoponistica italiana omaggia Lama della tessera ad honorem, non mancano odi a lui dedicate o lettere in cui la base femminile apprezzi le doti non solo politiche del segretario.


Non può mancare un riferimento al gioco più amato degli italiani: il calcio. L’Archivio fotografico conserva più di una immagine sul tema. Ricordiamo Di Vittorio che premia i finalisti del torneo di calcio  organizzato a latere del I Congresso nazionale confederale (1947) o che stringe la mano a Puskas, capitano della squadra nazionale di calcio dell’Ungheria ed al mediano della squadra Jozsef. In pochi, poi, sapranno che la Cgil aveva in passato una squadra ufficiale di calcio della quale l’Archivio conserva gagliardetti e foto.


Una nota particolare merita il carteggio tra di Vittorio e Rigola in occasione dell’85° compleanno di quest’ultimo (1953). Rigola è stato uno dei fondatori della Confederazione generale del lavoro sorta nel 1906 e ne fu il primo Segretario; esponente di spicco della corrente riformista, diresse la Confederazione tra il 1906 e il 1918.
La sua non netta presa di distanza nei confronti del fascismo suscitò reazioni molto aspre da parte degli antifascisti. Venuto per caso a sapere delle serie difficoltà in cui Rigola viveva, Di Vittorio decise di concedere all’anziano segretario un sussidio economico da parte della Cgil.


Interessanti anche gli ordini del giorno inviati alla CGIL in seguito all’attentato a Togliatti (1948) e le prese di posizione relative ai fatti di Ungheria (1956). L’Archivio conserva, nello specifico, il telegramma di Italo Calvino a Giuseppe Di Vittorio del 28 ottobre 1956. Lo scrittore, condividendo la posizione di condanna assunta da Di Vittorio sull’invasione sovietica dell’Ungheria maturò la decisione di uscire dal Pci.



LA CGIL NEL NOVECENTO - NEWSLETTER SETTEMBRE 2017

LA MEMORIA 2 settembre 1943 E’ siglato l’accordo interconfederale Buozzi-Mazzini sul ripristino delle Commissioni interne, cancella...