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MARZO 2018

Il  2 marzo  1948, a Petralia Soprana in provincia di Palermo, la mafia uccide Epifanio Li Puma, socialista e dirigente del movimento contadino per l’occupazione delle terre incolte, un omicidio efferato che va ad aggiungersi all’ampio corollario di morti nell’ambito del movimento operaio e contadino per mano della criminalità organizzata nel secondo dopoguerra siciliano Il 5 marzo 2003 moriva a Roma Fausto Vigevani, sindacalista e raffinato politico che tanti in Cgil hanno conosciuto e apprezzato. Lo abbiamo ricordato così: Fausto Vigevani, passione e impegno per la Cgil 8 marzo Festa internazionale della donna Madri costituenti Teresa Noce, l’ 8 marzo  al campo della morte La sera del  10 marzo  1948 Placido Rizzotto, 34 anni, è sequestrato da un gruppo di persone guidato dal giovane mafioso Luciano Liggio: lo circondano in strada a Corleone, lo caricano sulla 1100 di Liggio, lo portano in una fattoria di Contrada Malvello, lo picchian...

Luciano Lama, dalla Resistenza alla Cgil

di Ilaria Romeo responsabile Archivio storico CGIL nazionale Il 24 marzo 1970 il Consiglio generale della Cgil elegge per acclamazione Luciano Lama segretario generale della Confederazione. Cresciuto alla scuola di Giuseppe Di Vittorio, Lama rappresenta la generazione della Resistenza e il periodo della sua Segreteria - dall’Autunno caldo al referendum sulla scala mobile con la fine dell’unità sindacale e la crisi del Pci - vede il punto massimo del potere del sindacato e nello stesso tempo il suo ripiegamento di fronte all’avanzare delle ideologie neo liberiste. La sua parabola può essere racchiusa tra due estremi opposti: quando diviene nel 1970 segretario della Cgil si è a poche settimane dall’Autunno caldo, cioè dal punto più alto raggiunto dal sindacato in termini di potere nella sua storia; al momento della sua uscita dalla Confederazione, avvenuta nel 1986, sei anni dopo la terribile sconfitta alla Fiat di Torino con la “marcia dei quarantamila”, dop...

NEWSLETTER FEBBRAIO 2018

Il  1° febbraio  1945 si conclude a Napoli il Congresso della Cgil delle zone liberate: leggi la risoluzione finale del Congresso leggi l’intervento di Giuseppe Di Vittorio Il  4 febbraio  1991 il Pci viene ufficialmente sciolto. Un cambiamento che la Cgil aveva anticipato sia nell’organizzazione interna sia nella riflessione teorica. Dal palco della assise di Rimini parla anche Bruno Trentin,  del quale riportiamo l’intervento Il 9 febbraio di nove anni fa moriva, all’età di 86 anni, Rinaldo Scheda, segretario confederale della Cgil dal 1957 al 1979 e membro della Direzione del Pci. Lo ricordiamo attraverso il testo della la sua relazione introduttiva alla Assemblea dei dirigenti sindacali del Mezzogiorno tenutasi a Napoli nei giorni 29 - 30 novembre 1968. Un intervento da leggere... Il  13 febbraio  1947 la mafia uccide a Villabate (Pa) Nunzio Sansone, militante comunista impegnato nella lotta per la riforma agraria, fondatore e segre...

La CGIL nel novecento_newsletter GENNAIO 2018

1° gennaio, la CGIL nel novecento augura a tutti buon anno attraverso le parole di Giusepp e Di Vittorio 4 gennaio 1947, a Sciacca - provincia di Agrigento - la mafia uccide davanti alla porta della sua abitazione Accursio Miraglia, segretario della locale Camera del lavoro e dirigente comunista 8 gennaio 1964, alle 22.45 viene fatta esplodere una bomba davanti alla sede nazionale della CGIL. In risposta all’attentato dinamitardo, che reca ingenti danni all’edificio e i cui mandanti vengono individuati nelle forze della destra reazionaria e neo-fascista, la Confederazione indice per il giorno successivo uno sciopero generale in difesa dei diritti sindacali e delle libertà democratiche Il 9 Gennaio 1950 a Modena si protesta contro la serrata ed i licenziamenti ingiustificati alle Fo...

Di Vittorio a fianco degli ebrei italiani, di Ilaria Romeo

Sono uno dei capitoli più dolorosi della storia del ventennio fascista: le leggi razziali del 1938, l’antisemitismo che diventa discriminazione, esclusione dalla vita pubblica, deportazione. Al Regio decreto legge del 5 settembre 1938 - che fissava «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista» - e a quello del 7 settembre - che fissava «Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri» - fa seguito (6 ottobre) una «dichiarazione sulla razza» emessa dal Gran Consiglio del fascismo . Tale dichiarazione viene successivamente adottata dallo Stato sempre con un Regio decreto legge che porta la data del 17 novembre dello stesso anno. All’indomani dell’emanazione della prima delle leggi razziali fasciste, a Parigi l’esule Giuseppe Di Vittorio prede in mano la penna e scrive elevando, alto e forte, il suo grido di sdegno: “Mentre la situazione internazionale si aggrava di ora in ora, sotto le minacce intollerabili degli aggressori fascisti, il delirio r...

#pernondimenticare

"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati" La caccia agli ebrei nel rastrellamento del ghetto di Roma 18 settembre, a Trieste Mussolini gridò "L'ebraismo è il nemico irreconciliabile" Quando recessione e invidia portarono gli italiani al razzismo più abietto Di Vittorio a fianco degli ebrei italiani «Per noi anche l’ora della libertà suonò grave e chiusa» «Meditate, che questo è stato» Leggi anche: Un’appartenenza forte, di Anna Foa ANTIFASCISTI DA SEMPRE

Un’appartenenza forte, di Anna Foa

Quando Ha Keillah mi ha chiesto un contributo sul rapporto di mio padre con l’ebraismo, ho avuto un primo moto di stupore. Mi sembrava di non essere in quanto sua figlia la persona più adatta a parlarne, proprio per la mancanza di distanza che mi deriva da questo intreccio tra dimensione pubblica e privata. Ho poi dovuto convenire di avere effettivamente qualcosa da dire, perché era un tema che nelle conversazioni fra me e mio padre era tornato frequente, in fasi diverse della vita. Ma prendete queste righe come una pura testimonianza, che non vuole né può assurgere al livello di una riflessione. E perdonate se per ricordare il suo ebraismo nell’unico modo che posso, cioè attraverso le mie percezioni, finisco per parlare troppo spesso del mio modo di essere ebrea. Nipote di rabbino, mio padre ha vissuto i suoi primi anni in una moderata osservanza della tradizione, voluta più da suo padre che da sua madre, Lelia Della Torre, ironica e lontana dalla religione. Non penso che mio pad...