venerdì 6 marzo 2015

La forza delle donne





Celebrazione dell’8 marzo 1945 all’interno del campo di concentramento femminile di Holleischen

«Per l’8 marzo non potevamo organizzare una festa perché eravamo ormai troppo deboli e affamate, quindi decidemmo di tenere una conferenza. […] Tra di noi, oltre alle comuniste e alle socialiste, vi erano anche cattoliche ed ebree; vi erano operaie che conoscevano la lotta di classe, ma anche contadine e proprietarie di terre; vi erano impiegate, funzionarie dello Stato.
L’incaric
o di tenere la conferenza fu dato a me.
Dapprima le compagne chiedevano una conferenza solo per noi, cioè se non proprio per le comuniste, riservata almeno alle politiche.

Mi opposi risolutamente; se volevamo fare una conferenza per l’8 marzo, questa doveva interessare tutte le deportate, fossero o no politiche.

Dovevamo ricordare non solo le comuniste o le resistenti, ma anche le patriote di tutti i secoli, quelle donne che ovunque avevano lottato, in un modo o nell’altro, per il progresso e la libertà.

Perciò dovevamo parlare, oltre che di Lucrezia e di Giovanna d’Arco, anche delle serve della gleba insorte con la jacquerie del 1358 e delle calzettaie della Rivoluzione francese, delle comunarde di Parigi e delle setaiole di Lione, delle suffragette inglesi e delle martiri di Chicago, delle rivoluzionarie russe e delle insorte di Torino, delle scioperanti contro i padroni e contro i fascisti».



Teresa Noce, Rivoluzionaria professionale, 1974, pp. 312 ss.



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