lunedì 19 ottobre 2015

Vittorio Foa




«Nel lavoro della formazione e soprattutto in quella che il dirigente dà agli altri dirigenti, nella continuità del suo lavoro, vi è un elemento molto importante, e non si tratta della disciplina, ma è la lotta contro il conformismo. 
Non bisogna accusare l’indisciplina. 
Non c’è niente di male ad essere indisciplinati, se nellindisciplina c’è una volontà. 
La cosa peggiore è quando la volontà non c’è più, quando si sceglie sempre di dare retta ad altri. 
L’insegnamento da dare ai compagni è che pensino con la loro testa. Possono anche pensare male, ma l’importante è che pensino con la loro testa. 
Questa è la vita che io credo di avere visto nella Cgil e credo di aver amato nella Cgil più di ogni altra cosa. 
Quando penso a quello che è stata la Cgil dei miei sentimenti, come a un campo privilegiato, ecco, il privilegio maggiore è quello di aver sempre capito che mi diceva: “Pensa con la tua testa!” 
E bada, non è una raccomandazione, la mia, piuttosto una riflessione, diciamo così, del mio passato: una cosa alla quale credo profondamente. È quella cosa che si chiama autonomia; in altre parole non nascondere a se stessi il giudizio sulla realtà»
Elogio dellindisciplina, in Centanni dopo. Il sindacato dopo il sindacatoEinaudi, Torino 2006.

Laddio di Foa alla Cgil da «Rassegna Sindacale» (LEGGI)

Vittorio Foa - Lettere dalla giovinezza (LEGGI)

Per esempio Vittorio

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